Adista News – Chiesa ortodossa: benedire le armi solo se beniamo i soldati


Il rapporto tra la Chiesa e le Forze armate è stato l’argomento centrale dell’Assemblea consultiva generale degli organismi di curia, il cosiddetto Mežsobornoe Prisutstvie (Presenza Interconciliare), riunita dal Patriarcato di Mosca dal 1° al 3 giugno. In particolare si è discusso della diffusa abitudine di benedire armi e truppe, pratica molto diffusa tra i sacerdoti ortodossi russi, secondo quanto riferisce l’agenzia AsiaNews asianews.it (4 giugno). L’assemblea curiale ha approvato un documento – “Sulla benedizione dei cristiani ortodossi nell’adempimento del dovere bellico” – sul quale la riflessione era iniziata nel 2017.

Era necessario precisare che «la Chiesa – ha affermo Vakhtang Kipšidze, vice presidente del Dipartimento per i rapporti con la società del Patriarcato – non benedice i depositi di armamenti, ma i soldati ortodossi e le loro armi, che essi usano per la difesa della Patria». Il nuovo testo stabilisce «il rito» quale «aspersione con acqua benedetta dei reparti e degli ospedali militari, delle cappelle mobili per l’accompagnamento delle truppe nelle missioni di pacificazione» ed è pensato anche «per accogliere il ritorno dei militari dalle loro missioni, alla conclusione della formazione nell’accademia militare, per la concessione dei gradi militari e i premi speciali» e per una serie di altri motivi».

Il documento, che entrerà in vigore solo dopo l’approvazione definitiva da parte del Sinodo dei vescovi, a novembre, precisa inoltre che in questa materia non è il caso di usare il termine “consacrazione” (osvjaš?enie) delle armi, perché «tale forma rituale si riferisce piuttosto agli oggetti che vengono benedetti da Dio». Si deve usare invece il più generico “benedizione” (blagoslovenie), in cui le armi si possono aspergere con acqua benedetta, ma solo nel contesto della benedizione dei soldati stessi, a cui le armi sono destinate.

La posizione assunta dall’assemblea non ha dell’approvazione unanime dell’Assemblea. Il vescovo di Zelenograd, Savva Titunov, ha riferito che si sono sviluppate discussioni vivaci perché alcuni membri hanno difeso che la pratica delle benedizione delle armi, ivi comprese quelle nucleari. «Abbiamo ritenuto fosse nostro dovere scrivere un documento che rifletta la pratica secolare della Chiesa, come essa si ritrova nei testi liturgici e storici, adattandola alla realtà di oggi; con alcuni tipi di armi odierne la Chiesa non aveva mai avuto a che fare in passato».

Il nuovo testo serve a confermare una tradizione: «l’impegno patriottico-militare è decisivo nella tradizione dell’ortodossia russa, e oggi il patriarcato intende rinnovarlo con accenti nuovi, cercando di fare attenzione più alla persona che all’ideologia», è stato il commento di Roman Lunkin, capo del Centro per lo studio delle relazioni tra religione e società dell’Accademia delle scienze.

*Soldati delle truppe russe aviotrasportate. Foto tratta da mexipixel.net, immagine originale e licenza

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