Adista News – Decisa dalla Santa Sede la revisione contabile della diocesi di Roma


«Per la prima volta nella sua storia, la diocesi di Roma è sottoposta all’audit dell’ufficio del revisore generale della Santa Sede». La notizia è stata data l’8 giugno dall’agenzia AciPrensa, che precisa: «La verifica – che non è stata pubblicamente annunciata dal Vicariato di Roma, né dal Vaticano, ma che è stata accertata da Aci Prensa – è iniziata nell’aprile 2021».

«Tra gli obiettivi della revisione contabile vaticana della Diocesi di Roma – riferisce l’agenzia – c’è la valutazione dei bilanci consuntivo e previsionale, oltre a vari aspetti dell’amministrazione e delle procedure, come gli investimenti finanziari, la gestione degli immobili e le risorse umane».

L’Ufficio del Revisore Generale della Santa Sede è presieduto da Alessandro Cassinis Righini che dispone di un team di revisori esperti. «Poiché è anche “autorità anticorruzione” del Vaticano – si legge ancora – l’Ufficio del Revisore Generale svolge il proprio lavoro in autonomia dalla Segreteria per l’Economia (SPE)».

La Diocesi di Roma amministra più di 500 chiese, di cui 330 parrocchie, e numerosi enti, tra cui più di 100 associazioni pubbliche di fedeli e comprende circa 1.000 sacerdoti del clero. Recentemente «diversi uffici della Diocesi di Roma hanno iniziato ad applicare alcuni criteri aziendali per stabilire, ad esempio, nuove regole nell’amministrazione delle risorse umane, del patrimonio immobiliare, degli investimenti finanziari, oltre ad alcuni progetti in vista del Giubileo che si svolgerà a Roma nel 2025».

AciPrensa non dice – forse non sa – quali sono i problemi riscontrati nella diocesi del papa (retta per lui dal vicario generale da mons. Angelo De Donatis, subentrato al cardinale Agostino Vallini il 26 maggio 2017). Fa capire che ce ne devono essere se papa Francesco il 25 aprile scorso, nella 58. ma Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, presiedendo nella Basilica vaticana la messa per l’ordinazione sacerdotale di nove diaconi, ha raccomandato loro di non essere «arrampicatori», inseguendo l’orgoglio dei soldi, né «imprenditori», perché il sacerdozio «è un servizio, un servizio come lo stesso che ha fatto Dio al suo popolo», non una strada per la «carriera ecclesiastica». E il 9 maggio del 2019, il pontefice, incontrando il clero di Roma, aveva evidenziato il rischio di cadere nella «tentazione» di «sistemare le cose» superficialmente e la «mondanità del funzionalismo».

*Il Palazzo del Laterano, sede del Vicariato di Roma. Foto di Jastrow, tratta da Wikipedia, immagine originale e licenza

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