Adista News – Card. Kasper: “Il cammino sinodale tedesco mi preoccupa molto”


PASSAU-ADISTA. «Sono molto preoccupato»: così il card. Walter Kasper – già presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’unità dei cristiani, 88 anni, critica il Cammino sinodale che si sta svolgendo nella Chiesa tedesca con lo scopo di giungere a una riforma di strutture e prassi che restituisca credibilità a un’istituzione devastata dalla crisi degli abusi sessuali. Un cammino considerato da molti necessario – primo tra tutti il card. Reinhard Marx, che ne è stato tra i maggiori fautori, da presidente dei vescovi tedeschi – ma che a molti fa paura. Tra questi ultimi, il card. Kasper: il Cammino sinodale, afferma in un’intervista sul giornale diocesano Passauer Bistumsblatt (6/6), «davvero non dà una buona immagine». Anche se «finora abbiamo sentito singole voci, a volte stridule, e singoli gruppi pubblicamente rumorosi, ma non abbiamo ancora ricevuto un testo definitivo», ha detto.

La sua critica tocca la struttura e le modalità del processo di consultazione sinodale, avviata alla fine del 2019: «Non è né un Sinodo né un mero processo di dialogo. All’inizio si svolge come un processo di dialogo, poi prende la parola la Conferenza episcopale e infine, quando si parla delle richieste per la Chiesa universale, è il turno del papa, e inoltre ogni vescovo è libero di fare ciò che ritiene opportuno nella sua diocesi». Kasper lamenta soprattutto il fatto che il Sinodo non abbia tenuto conto di quanto sollecitato da papa Francesco nella lettera che inviò al «pellegrinante popolo di Dio in Germania» nel giugno 2019 (v. Adista n. 28/19). In quello scritto intendeva da una parte sostenere il sinodo, ma anche porre dei paletti, visto che il Cammino si poneva come «processo sinodale vincolante» e non puramente consultivo, com’è nella natura dei sinodi: bisognava evitare dunque di «credere – così Francesco – che la migliore risposta ai molti problemi e alle carenze esistenti sia quella di riorganizzare le cose, cambiarle e “rimetterle insieme”, per ordinare e rendere più agevole la vita ecclesiale adattandola alla logica attuale o a quella di un particolare gruppo»; «ogni volta che una comunità ecclesiale ha cercato di uscire dai suoi problemi da sola, affidandosi soltanto alle proprie forze, metodi e intelligenza, ha finito per moltiplicare e alimentare i mali che voleva superare»; il Cammino sinodale non poteva rappresentare «una tattica di riposizionamento della Chiesa nel mondo di oggi»; il «criterio guida per eccellenza» doveva essere l’evangelizzazione.

«Perché il Cammino sinodale non ha preso più sul serio la lettera di papa Francesco e, come si addice a un Sinodo, non ha esaminato le questioni critiche alla luce del Vangelo?», chiede ora Kasper, che critica anche gli obiettivi stessi del processo sinodale in corso: «Va oltre la mia immaginazione – afferma – che richieste come l’abolizione del celibato e l’ordinazione delle donne al sacerdozio possano finire con una maggioranza di due terzi nella Conferenza episcopale o che possano raggiungere un consenso nella Chiesa universale»; oltretutto «Come tutto questo possa essere ricondotto a un denominatore comune è difficile immaginarlo visto l’evidente disaccordo tra i vescovi tedeschi». L’anziano cardinale spera che la preghiera dei fedeli aiuti a guidare il Cammino sinodale su «binari cattolici». Il suo timore è che la Chiesa in Germania lo voglia utilizzare per portare la Chiesa universale su un cammino tedesco: «Noi tedeschi godiamo rispetto nel mondo per la nostra chiarezza di pensiero, per il nostro talento organizzativo, la nostra disponibilità a donare, e anche per la teologia. Ma noto anche che gli altri reagiscono con irritazione quando diamo l’impressione che di voler agire secondo lo slogan: “L’essenza dello spirito tedesco risanerà il mondo” (Am deutschen Wesen soll die Welt genesen, versi di Emanuel Geibels, 1861, ndr) » perché, sostiene, i temi discussi nel Cammino sinodale non sono importanti in altri Paesi: «I miei amici di S. Egidio, non propriamente tipi loschi, continuano a dirmi: quello che fate è “fuori storia” (sic), lontano dalla vita, dal mondo e dalla storia. L’abolizione del celibato e l’ordinazione delle donne sono davvero i problemi dell’umanità di oggi? Non bisogna essere per forza d’accordo con questa critica, ma dovrebbe sicuramente farci riflettere».

«Non abbiamo motivo di agire come chi ha da insegnare, gli altri hanno qualcosa da offrire da cui possiamo imparare», continua Kasper, sottolineando che la Chiesa in Germania si trova «senza dubbio» in una profonda crisi e alle prese con una sfida storica epocale. «La risposta adeguata è un sinodo che analizzi i segni dei tempi e lo sfondo molto complesso della crisi e ascolti con la preghiera ciò che lo Spirito Santo, come interprete del Vangelo, ha da dirci in questa situazione», ha affermato il cardinale. E se le riforme strutturali sono sempre necessarie, «non possiamo immaginare che si possa “fare” la Chiesa. Il rinnovamento deve venire da una crescita interiore di fede, speranza e amore».

* Foto di Jim Forest tratta da Flickr, immagine originale e licenza

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